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I Sali di Schüssler: storia e sistema dei 12 sali

I Sali di Schüssler: storia e sistema dei 12 sali

Un viaggio nella biochimica di Schüssler: chi era il medico che la ideò, come nacque l'idea dei "sali funzionali" e come è organizzato il sistema dei dodici sali. Una guida introduttiva e divulgativa.

Chi era Wilhelm Heinrich Schüssler

Wilhelm Heinrich Schüssler (1821-1898) fu un medico tedesco vissuto nell'Ottocento, a Oldenburg. Formatosi in un'epoca di grandi trasformazioni per le scienze naturali, Schüssler era interessato agli studi che in quegli anni andavano definendo il ruolo dei minerali nella fisiologia degli organismi viventi. A partire da queste suggestioni, verso il 1873 elaborò un proprio sistema, che chiamò terapia biochimica — oggi più comunemente noto come sistema dei Sali di Schüssler (in tedesco Schüssler-Salze).

L'idea di fondo, secondo la teoria di Schüssler, era che il corretto funzionamento dell'organismo fosse legato a un insieme ristretto di sali minerali presenti nei tessuti, e che questi potessero essere assunti in forma molto diluita secondo il metodo della farmacopea omeopatica. Schüssler individuò inizialmente dodici sali, che considerava i sali funzionali di base del suo sistema.

Che cosa sono, dal punto di vista normativo

È utile chiarire subito un punto. In Italia i Sali di Schüssler sono medicinali omeopatici e, come tali, sono soggetti alla normativa che regola questi prodotti (D.Lgs. 219/2006). Le preparazioni sono realizzate secondo la Farmacopea Omeopatica, alle diluizioni caratteristiche della tradizione. Questo articolo ha un intento puramente divulgativo e storico: descrive un sistema di pensiero e la sua organizzazione, senza fornire indicazioni terapeutiche. Per qualunque uso, il riferimento è il medico o il medico omeopata e le informazioni riportate nel foglietto illustrativo del singolo prodotto.

Il concetto di "sale funzionale"

Nel linguaggio della biochimica di Schüssler, i dodici sali sono definiti funzionali perché, secondo l'impostazione teorica del sistema, sarebbero associati al funzionamento di diversi tessuti e apparati dell'organismo. Ogni sale è tradizionalmente collegato a specifiche caratteristiche all'interno di questa cornice concettuale. È importante sottolineare che si tratta di un quadro teorico storico, proprio della tradizione biochimica, e non di una descrizione di meccanismi d'azione in senso farmacologico moderno.

Il sistema dei dodici sali

Il cuore del sistema di Schüssler è costituito da dodici sali di base, ciascuno identificato tradizionalmente da un numero e dal nome latino della sostanza minerale. Ecco l'elenco secondo la numerazione classica della tradizione:

  1. Calcium fluoratum (fluoruro di calcio)
  2. Calcium phosphoricum (fosfato di calcio)
  3. Ferrum phosphoricum (fosfato di ferro)
  4. Kalium chloratum (cloruro di potassio)
  5. Kalium phosphoricum (fosfato di potassio)
  6. Kalium sulfuricum (solfato di potassio)
  7. Magnesium phosphoricum (fosfato di magnesio)
  8. Natrium chloratum (cloruro di sodio)
  9. Natrium phosphoricum (fosfato di sodio)
  10. Natrium sulfuricum (solfato di sodio)
  11. Silicea (acido silicico)
  12. Calcium sulfuricum (solfato di calcio)

Accanto ai dodici sali di base, la tradizione ha in seguito aggiunto una serie di sali complementari (numerati dal 13 in avanti), che ampliano il sistema originario. Il numero complessivo dei sali riconosciuti varia a seconda delle scuole e delle epoche.

Una nota sulla numerazione

Chi si avvicina ai Sali di Schüssler può notare che, a volte, lo stesso sale compare con numeri diversi a seconda della linea o del marchio. Questo dipende dal fatto che, nel tempo, si sono affermate numerazioni leggermente differenti tra la tradizione classica tedesca e alcune linee commerciali storiche. Per questo, quando si sceglie un sale, è sempre bene fare riferimento non solo al numero, ma anche e soprattutto al nome della sostanza (ad esempio Kalium sulfuricum, Ferrum phosphoricum) e alle indicazioni riportate sulla confezione, per essere certi di avere il prodotto desiderato.

La forma e la modalità d'uso tradizionale

I Sali di Schüssler si presentano tipicamente sotto forma di compresse o pastiglie a rapida solubilità, che nella tradizione vengono lasciate sciogliere lentamente in bocca. Le confezioni riportano la diluizione del sale (spesso una bassa diluizione decimale) e la modalità d'uso indicata dal produttore. Come per ogni medicinale, le modalità e la durata d'uso vanno concordate con il medico e verificate sul foglietto illustrativo.

I Sali di Schüssler oggi

A oltre un secolo dalla loro ideazione, i Sali di Schüssler continuano a essere conosciuti e utilizzati nell'ambito delle medicine complementari, e sono spesso presenti nelle farmacie e nelle erboristerie. Fanno parte di quella vasta tradizione europea — insieme all'omeopatia di Hahnemann e ad altri approcci — che nel tempo ha proposto sistemi basati su preparazioni fortemente diluite. Conoscerne la storia e il sistema aiuta ad avvicinarsi a questi prodotti in modo più consapevole.

In sintesi

  • I Sali di Schüssler nascono dal lavoro del medico tedesco W.H. Schüssler (1821-1898);
  • Il sistema si fonda su dodici sali funzionali di base, cui si aggiungono sali complementari;
  • Ogni sale è identificato da un numero e dal nome della sostanza: la numerazione può variare tra scuole e marchi, quindi conviene sempre verificare il nome;
  • In Italia sono medicinali omeopatici: per l'uso, il riferimento è il medico e il foglietto illustrativo.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non fornisce indicazioni terapeutiche né consigli medici. I Sali di Schüssler sono medicinali omeopatici: leggere sempre il foglietto illustrativo. Per qualunque disturbo di salute, e prima di iniziare qualsiasi trattamento, è importante rivolgersi al proprio medico, al farmacista o a un medico omeopata. Le informazioni qui riportate non sostituiscono in alcun modo il parere di un professionista sanitario.